REIKI SECONDO LIVELLO USUI

Dopo aver utilizzato e compreso il Reiki a fondo, a volte può nascere l’esigenza di saperne di più, di approfondire la conoscenza in questa disciplina traendone ulteriori benefici. In questo caso si può accedere al II livello, dopo un breve colloquio con l’insegnante. Consiglio comunque di lasciar passare almeno sei mesi dal primo livello: spesso le persone aspettano anni.

Il corso dura circa 3 ore con esercizi pratici per percepire al meglio l’energia.

Il secondo livello comprende principalmente la possibilità di fare scorrere più energia, di fare Reiki a distanza (cioè senza dover toccare l’oggetto del trattamento Reiki) e di fare il cosiddetto Reiki mentale, che agisce direttamente sul piano psicologico-emotivo e quindi ad un livello più profondo di quello fisico.

La bellezza del II livello sta a mio avviso nelle infinite combinazioni di queste tre modalità, che ampliano di molto il campo delle applicazioni (permettendo ad esempio di curare traumi psicologici del passato, situazioni stressanti, ecc.) e che ci possono davvero cambiare la vita!

N.B. USO DEI SIMBOLI NEL II LIVELLO DI REIKI. Siccome gli allievi di Usui facevano fatica ad utilizzare le tecniche contenute nel II livello, questi pochi anni prima di morire introdusse “una scorciatoia” che ha reso facile ed immediato l’uso di tali tecniche: i cosiddetti simboli del Reiki.

Vi è un grosso equivoco riguardo ad essi, in quanto nella nostra cultura l’uso dei simboli richiama spesso l’esoterismo: in realtà i simboli del Reiki non sono altro che ideogrammi, in quanto in Giappone si usa questa forma di scrittura, “simbolica” per definizione. Il motivo per cui si chiede ai reikisti di non divulgarli è quindi unicamente per non creare malintesi. “Ma se sono semplici parole giapponesi, come fanno ad aiutarci rendendo la tecnica più semplice?” direte forse voi… In termini psicologici occidentali diremmo che i simboli del Reiki sono simili ad “ancore cinestesiche, visive ed uditive”, il cui funzionamento è ben noto anche da noi a partire dagli anni ’70 del secolo scorso e che sono largamente usate in psicologia, pubblicità, ecc.

 



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